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PODOLOGIA

COS’È LA POSTURA?

Il sistema posturale è un insieme molto complesso che vede coinvolte il sistema nervoso centrale e periferico, l’occhio, il sistema cutaneo, i muscoli, le articolazioni, l’apparato stomatognatico(sistema occlusale e lingua) l’orecchio interno e soprattutto il piede.
Il sistema nervoso centrale utilizza le informazioni ricevute da questi apparati per avere la consapevolezza della posizione del corpo rispetto allo spazio.

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Se nel tempo sorgono problemi a qualsiasi livello, il nostro cervello cercherà di elaborare una compensazione( spalla più alta, rotazioni del bacino, atteggiamenti scoliotici, vizi di appoggio plantare, ecc…) fino a quando potrà; ad un certo punto, però, questa capacità di bilanciamento non basta più e compariranno le prime avvisaglie di patologie, rappresentate spesso dal dolore.

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A causa di questo sistema “inquinato”da innumerevoli compensi sorgeranno tutte le problematiche più comuni (cefalee, cervicalgie, nevralgie, difetti di masticazione e dell’occlusione dentale dorsalgie, lombalgie ,lombosciatalgie, dolori alle spalle, alle braccia, alle anche, alle ginocchia, al piede ecc…), ma anche disturbi a cui si tende a dare meno importanza che però complicano e condizionano notevolmente la vita quotidiana e di conseguenza la nostra psiche con l’insorgenza di fenomeni da stress psicosomatico.
È fondamentale a questo punto agire sui vari livelli ed in un tempo adeguato per correggere e cercare di “riprogrammare il sistema” . Il piede rappresenta la base del nostro appoggio ed è quindi chiaro come un problema al piede si possa riflettere su tutte le strutture a monte; la correzione dell’appoggio plantare dove errato risulta dunque essenziale per risolvere sia i problemi intrenseci del piede se presenti, sia i problemi derivati da esso.
Il plantare confezionato su misura previa valutazione baropodometrica è spesso in grado di risolvere le più comuni distrazioni del sistema posturale.

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PODOLOGIA

L’ONICOCRIPTOSI (unghia incarnita)

L’Onicocriptosi o unghia incarnita si verifica quando i bordi dell’unghia penetrano nei tessuti molli adiacenti, creando spesso dolore e disturbi della deambulazione.
Sotto l’ aspetto biomeccanico ed anatomico esistono diverse patologie del piede, spesso concomitanti, che ne condizionano lo sviluppo.

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Nel valgismo dell’alluce per esempio, condizione particolarmente frequente soprattutto nei soggetti anziani, la compressione del primo dito sul secondo comporta dei microtraumi con lesione dei tessuti molli posti ai lati della placca ungueale.
Un’ andatura scorretta o una alterazione della forma del piede o dell’unghia (distrofica, a tegola ecc…)sono tutti fattori predisponenti, così come le onicomicosi (funghi delle unghie).
Anche lo scorretto taglio dell’unghia o semplicemente calzature troppo strette possono anch’esse determinare l’insorgenza di questa patologia.
QUALE TERAPIA?
Alcuni anni fa la terapia per correggere questo tipo di problema era l’operazione chirurgica di avulsione totale o parziale dell’unghia in anestesia locale, con ovviamente tempi di recupero, rischio infettivo e dolore nella deambulazione per parecchi giorni.
Questo intervento chirurgico spesso però si dimostrava e si dimostra tuttora inconcludente, dal momento che la forma dell’unghia (spesso a “tegola’’, che tende a penetrare i tessuti peri-ungueali) non ha subito nessuna modificazione dall’intervento chirurgico e alla successiva ricrescita si incarnisce di nuovo.
L’approccio podologico nelle unghie incarnite anche evolute (specificare non si capisce cosa vuole dire evolute), si basa invece su tecniche conservative e riabilitative, specialmente in età pediatrica dove spesso con dei tagli corretti dell’unghia e con l’utilizzo di calzature adeguate il problema è facilmente risolvibile.
Le nuove tecnologie oggi a nostra disposizione ci danno modo di rieducare l’unghia, e con risultati precoci attraverso l’applicazione di un filo in titanio.
Questo viene applicato sull’ unghia attraverso una resina, il risultato è un filo impercettibile che provoca una trazione sui bordi della lamina ungueale, tale da riuscire a modificarne l’evoluzione in circa 6 mesi, senza comportare alcuna limitazione, né
sociale nè sportiva.
Oltre ad essere completamente indolore, questa terapia crea una modifica della forma dell’unghia nella maggior parte dei casi permanente evitando così il ripetersi della patologia.
Questa soluzione è indicata su tutte quelle unghie fragili e inspessite che spesso tendono ad incarnirsi e su quelle unghie dove ci sono stati o ci sono episodi di onicocriptosi.

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PODOLOGIA

I PLANTARI

Il plantare è un presidio ortopedico volto a modificare i rapporti articolari del piede per ottenere un riequilibrio morfo-strutturale dell’arto durante la fase di appoggio e propulsione, sia in statica che in dinamica e per correggere la postura generale dell’ individuo.

Viene utilizzato negli stati dolorosi del piede (metatarsalgia, capsuliti ,ipercheratosi plantari etc), in particolari conformazioni (piede cavo, piede piatto), in determinate complicanze agli arti inferiori, in patologie sistemiche quale diabete (piede diabetico), artrite reumatoide (piede reumatico) ed in altre patologie che colpiscono il sistema vascolare, nervoso e linfatico (vasculopatie periferiche, linfedema, malattia di Charcot-Marie-Tooth).

Il plantare risulta inoltre utilissimo anche quando vi sono zone di ipercarico pressorio, causa principale della formazione delle callosità e quindi del dolore, riequilibrando il carico sul piede.

Il piede è la base d’appoggio di tutto il nostro organismo e un appoggio non funzionale ricadrà negativamente non solo sul piede in primo luogo, ma su tutte le strutture articolari a monte.

FASI DI PROGETTAZIONE DEL PLANTARE:

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Il plantare nell’adulto risulta comunque essere una terapia palliativa in quanto non è in grado di modificare in modo stabile i rapporti articolari già ormai saldati e costituiti ma è senz’altro in grado di alleviare molto spesso la sintomatologia dolorosa e di correggere l’appoggio quando lo si indossa, ed offrire specialmente nello sportivo maggior “grip”. Tutt’altro discorso invece per quanto riguarda il piede del bambino, che essendo in continua evoluzione può trarre un effetto terapeutico dall’uso dei plantari, specialmente nei casi di piattismo. Il plantare insieme a della ginnastica “cavizzante” che aiuta la muscolatura a “tenere” l’arcata plantare nella giusta posizione, si ha nella maggior parte dei casi una risoluzione completa e duratura negli anni che eviterà in futuro maggiori problemi, solo quando questa terapia non da i giusti risultati bisogna ricorrere all’intervento chirurgico.

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